Il contributo a fondo perduto del 40% è chiuso alle domande dal 30 novembre 2025: la Facility da 795,5 milioni del 2026 serve solo le pratiche già presentate entro quella data. La tariffa premio sull'energia condivisaè invece aperta — parte fissa 80/70/60 €/MWh secondo la taglia dell'impianto, più una parte variabile legata al prezzo zonale orario, entro un tetto di 120/110/100; +10 €/MWh al Nord e +4 al Centro per il solo fotovoltaico. Accesso fino a 5 GW di contingente nazionale e comunque non oltre il 31/12/2027. Fonte: GSE, Regole Operative CACER.
Chi può creare una CER
La tariffa premio si calcola su quest'area, non sulla produzione totale. È il motivo per cui a una comunità serve qualcuno che consumi di giorno.
- Enti pubblici
Comuni e Pubbliche Amministrazioni
Il Comune installa il fotovoltaico sugli edifici pubblici e i cittadini della stessa area di cabina primaria condividono l'energia e l'incentivo. Il perimetro non è un raggio in chilometri: le mappe le pubblica il GSE.
- Terzo settore
Cooperative e associazioni
Riunite cittadini e piccole imprese in una comunità. Il capofila siete voi: la parte notarile e la pratica al GSE le fa un professionista, non noi. Noi entriamo dopo, sul conto di ogni mese.
- Per conto di altri
Ente Terzo che organizza CER
Sviluppatori, parrocchie, fondazioni che mettono in piedi una comunità per conto di altri. Se ne seguite più di una, il calcolo mensile ripetuto è esattamente il lavoro che vi mangia le sere.
Il conto che vi serve ogni mese
Non il setup, non lo statuto, non la pratica al GSE: quelli li fa un notaio e ci vogliono mesi. Il mese.
L'energia condivisa, ricalcolata dai vostri contatori
L'energia condivisa è il minimo fra immessa e prelevata, ora per ora, dentro il perimetro. La ricalcoliamo dai contatori dei membri e la confrontiamo col dato che vi ha liquidato il GSE. Lo scarto è il prodotto: «il GSE dice 41.203 kWh, dai vostri contatori ne calcolo 41.190, scarto 0,03%» — oppure «scarto 7,4%, ed ecco le tre giornate che lo spiegano».
Il riparto secondo il vostro statuto
Non «in base alla configurazione»: la configurazione non decide niente, decide lo statuto che avete litigato due sere per scrivere. Quota al Comune per il tetto, quota al produttore, pro-capite alle famiglie, una parte al fondo di solidarietà. Regole scritte una volta, con l'arrotondamento dichiarato e il residuo assegnato a qualcuno — non lasciato sparire.
I documenti, che sono il vero prodotto
Un foglio per ogni membro, in italiano, stampabile e da appendere in bacheca. Il dettaglio riga per riga, ora per ora, che chiunque riapre in Excel. E il file già pronto da caricare in home banking: trentotto bonifici in cinque minuti invece di una sera.
E i soldi non li tocchiamo mai
Il GSE versa tutto al Referente unico, sul conto della CER, ogni mese e sopra la soglia dei 50 €. È la CER che ripartisce. Noi calcoliamo e prepariamo il file; il bonifico lo fa il Referente, con la sua firma. Non incassiamo e non movimentiamo un euro vostro.
Gli altri dividono la torta. Noi sappiamo farla crescere.
L'energia condivisa è il minimo fra quanto la comunità immette e quanto preleva, ora per ora. Tutti i gestionali la contano a posteriorie ripartiscono quello che è successo. Ma se un membro con dei consumi spostabili — un'azienda, una piscina comunale, un impianto di depurazione — sposta un carico dentro l'ora in cui la comunità produce, crea energia condivisa che prima non c'era. La torta diventa più grande, e l'incentivo con lei.
È il motore che AXORI ha già, ed è nato per l'industria. I gestionali per CER non ce l'hanno perché sono nati su condomini e comuni.
Cosa non facciamo
- Non facciamo da Referente.
Il Referente di una configurazione può essere solo la CER stessa, un suo membro produttore o cliente finale, oppure un produttore terzo che sia ESCo certificata UNI CEI 11352. Una società di software non produttrice e non membro non può esserlo, e AXORI non lo è.
- Non incassiamo e non movimentiamo i vostri fondi.
Il GSE paga il Referente, la CER ripartisce. Noi produciamo il calcolo e il file per la banca.
- Non redigiamo lo statuto e non facciamo la pratica notarile.
È lavoro di un notaio e di un commercialista, e va fatto prima di parlare con noi.
- Non abbiamo ancora gestito nessuna comunità energetica.
Non abbiamo un presidente a cui farvi parlare, e non abbiamo referenze da mostrarvi. Se questo è dirimente — e per un ente pubblico spesso lo è — è giusto che lo sappiate adesso.
- Non abbiamo la qualifica ACN per il cloud della Pubblica Amministrazione, né una presenza su MePA.
Se dovete affidarci un servizio con una procedura pubblica, oggi non superiamo i requisiti.
Non abbiamo ancora un prezzo, e vi diciamo perché
Guardate il conto prima di chiedercelo. La configurazione media italiana è da poco più di 80 kW e 9-10 punti di prelievo e incassa intorno ai 3.700 € l'annodi incentivo — sono oltre 3.600 configurazioni in esercizio per circa 320 MW complessivi (dati GSE, metà 2026). Su una torta così, un canone da qualche migliaio di euro se la mangia tutta, e una percentuale del 10% vale trecentosettanta euro: meno di un'ora di lavoro al mese.
Quindi delle due l'una: o il lavoro mensile è quasi tutto automatico, e allora il prezzo può essere piccolo e onesto — oppure non si fa. Il prezzo lo scriveremo dopo aver chiuso un mese vero su una comunità vera e aver misurato quante ore ci vogliono davvero. Prima sarebbe un numero inventato, e di quelli su questo sito ne abbiamo già tolti abbastanza.
- La prima comunità la facciamo gratis: a noi serve il vostro mese vero per costruire il calcolo, a voi serve vedere se funziona
- Se siete un Comune, il prezzo dovrà stare dentro una procedura d'acquisto: parliamone prima, non dopo
- Nessun vincolo di durata finché non c'è un prezzo
- Se la vostra comunità è fatta solo di abitazioni, ve lo diciamo noi che il pezzo sullo spostamento carichi non vi serve
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